Il veto sulla Siria incita a violenza

2011-10-05 :: LETTERA 43

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Il veto della Russia e della Cinaal progetto di risoluzione sulla Siria «incoraggerà la violenza».
Lo ha detto all'agenzia France Presse Burhan Ghalioun, presidente del Consiglio nazionale siriano, principale organo dell'opposizione al regime di Damasco.
Secondo Ghalioun, «sostenere Bashar al-Assad nel suo progetto militarista e fascista non incoraggerà il popolo siriano a restare nella rivoluzione pacifica».
Alla vigilia della riunione dell'Onu, il governo di Damasco aveva minacciato l'Occidente e il vicino israeliano, dichiarandosi pronto a bombardare Tel Aviv in caso di un attacco della Nato.


MOSCA APRE LE PORTE ALL'OPPOSIZIONE. Mosca, nel frattempo, ha messo in agenda per il mese di ottobre un incontro con i principali rappresentanti dell'opposizione siriana.
Il portavoce del ministero degli Esteri, Aleksandr Lukashevich, ha spiegato che dovrebbe trattarsi di due delegazioni: una rappresenta l'ala interna dell'opposizione con base a Damasco, l'altra l'opposizione che ha creato un consiglio nazionale a Istanbul.

 

«SPALLEGGIANO UN REGIME BRUTALE». Dure critiche nei confronti di Mosca e Pechino sono arrivate anche dalla Gran Bretagna. Il ministro degli Esteri William Hague ha stigmatizzato il veto opposto dai due governi. «Avevamo messo sul tavolo una risoluzione che chiedeva al regime di Assad di bloccare la violenza in Siria dopo mesi di abusi, uccisioni e torture inaccettabili», ha detto. «La decisione di Russia e Cina di affiancare un regime brutale anziché il popolo della Siria è errata e deplorabile».


GERMANIA, NUOVE SANZIONI. Sulla stessa lunghezza d'onda i ministri di Italia e Francia, Franco Frattini e Alain Juppé, che hanno definito il 4 ottobre «un giorno triste per il popolo siriano».
Il governo tedesco, intanto, ha annunciato un inasprimento delle sanzioni contro il regime siriano. Durante la conferenza stampa del governo, Andreas Peschke, il portavoce del ministro degli Esteri Guido Westerwelle, ha annunciato l'ottavo pacchetto di sanzioni. Le misure, «di varia entità», si orientano verso «organizzazioni, istituzioni e imprese precise che hanno un rapporto con il regime».